GENOVA, CITTÀ ANTIFASCISTA.

 

Genova  è una città sorniona, taciturna, a tratti attendista. 

Una città un pò “alla vecchia maniera” nel suo modo di intendere il conflitto, con un forte ed incancellabile DNA antifascista, anche se talune volte può sembrare sopito.

 

È stata la prima città d'Europa a liberarsi autonomamente dall'occupazione nazifascista, e nella quale il generale della Wermacht, Gunther Meinhold, fu costretto a firmare la resa di fronte a Remo Scappini, partigiano comunista!

 

Nel giugno del 1960 i genovesi cacciarono nuovamente i fascisti del Movimento Sociale Italiano, le manifestazioni e gli scontri del 30 giugno diedero il via ad una serie di mobilitazioni in tutto il paese, represse in modo reazionario e sanguinario, ma che costrinsero il governo Tambroni a dimettersi.

È la città del G8 con tutto il suo portato di lotta, e tutte le sue schifezze messe in campo da stato e padroni per cancellare quella conflittualità che, rivista e riletta 25 anni dopo, non fa altro che continuare a farci pensare che avevamo ragione noi su tutto!

 

Questa è la nostra storia, queste sono le nostre radici profonde, e questo mai lo dimenticheremo.

 

Ma la storia non solo non va dimenticata, la nostra storia fatta di martiri, caduti, deportati e torturati va anche rispettata ed onorata.

 

Una sede fascista in questa città è sale in una ferita aperta, una sede di Casapound a 500 metri da Via Aldo Gastaldi, dalla Casa dello studente, da Piazza Alimonda è uno sfregio alla nostra storia che non possiamo accettare. 

 

Lo diciamo ancora una volta, e ora ci rivolgiamo a tutta la città, anche a chi per convenienza ha preferito nel corso degli anni chinare il capo e far finta di niente credendosi assolto, a qualunque colore, bandiera, istituzione: voi riuscite a convivere con questa feccia fascista, a voi sta bene tutto ciò?

A noi no, odiamo tanto i fascisti quanto gli indifferenti!

 

Ci rivolgiamo a tutta la Genova Antifascista, da Voltri a Nervi, dal porto alle valli, a tutti quelli che come noi pensano che la loro sola presenza sia un insulto per la nostra storia e la nostra città, a tutti i compagni in Italia che come noi non hanno mai mollato la lotta antifascista nei quartieri.

È il momento di guardare lì, dietro a piazza Carlo Giuliani, è il momento di guardare lì in via Montevideo è il momento di urlare a gran voce e pretendere la chiusura di quel covo fascista!

 

Continueremo imperterriti  in questa battaglia fino al raggiungimento dell’obiettivo.

 

"A volte la storia ha bisogno di una spinta" e Genova quella spinta è sempre stata in grado di darla stando dalla parte giusta della barricata.

 

Manifestazione antifascista in piazza Alimonda il 14 febbraio 2026 dalle ore 16.30

 

 

L’assemblea permanente di Genova Antifascista

 

 

Gennaio 2026